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Un viaggio impervio attraverso il golgota della politica moderna, alla ricerca di una miserabile sufficienza d'ufficio...
Il Paradosso Italiano
post pubblicato in diario, il 17 febbraio 2009

"Io sono innocente, intendo dimostrarlo davanti ai giudici, ma voglio dimostrarlo senza lo scudo del mio incarico pubblico, perchè potrebbe intimidirli. Sono orgoglioso di avere guidato un Paese democratico nel quale la Polizia e la magistratura indagano liberamente sul capo del governo senza alcun condizionamento". Lo disse Ehud Olmert, ex presidente del Consiglio Israeliano, poco prima di rassegnare le dimissioni come conseguenza delle indagini per corruzione che lo coinvolgevano.

Oggi, a meno che non si trovi qualche ardito stratagemma dialettico per dimostrare come si possa avere un corrotto in assenza del corruttore, il Presidente del Consiglio Italiano è diventato ufficialmente un colpevole in primo grado di corruzione. Non un semplice indagato, come il dimissionario Olmert. Un colpevole conclamato, almeno in attesa degli altri gradi di giudizio e della decisione della Corte Costituzionale in merito all'immunità garantita dal Lodo Alfano. O, più realisticamente, della prescrizione del reato prevista per il 2010.

Res ipsa loquitur.
Sono i fatti stessi a parlare.

E se non dicono abbastanza, lasciamo un pochino di spazio anche al commento del leader di Italia dei Valori, Antonio Di Pietro: "In un Paese normale il presidente del Consiglio avrebbe già rassegnato le sue dimissioni. Se Mills è stato condannato in quanto 'corrotto' significa che abbiamo un corrotto e un corruttore. Ma si sa come vanno le cose in Italia rispetto agli altri paesi occidentali: in America, Obama ha mandato via i ministri che avevano avuto problemi con il fisco; in Italia, se corrompi un testimone, vai a fare il presidente del Consiglio".

Difficile negare una simile verità, specie se si considera il caso dell'ex governatore dell'Illinois Rod Blagojevich. Blagojevich, un democratico, doveva decidere l'assegnazione del seggio da senatore lasciato vacante da Barack Obama, e aveva tentato di scambiarlo con denaro e favori politici.

Vi ricorda qualcosa, per caso? Magari la storia di un uomo che i seggi senatoriali voleva comprarseli, con l'aiuto di qualche soubrette e dell'umile amico e servitore Agostino Saccà?
Questo della corruzione è proprio un brutto vizio, Onorevole Berlusconi. Se lo lasci dire, Lei è un recidivo...

Inchiodato, ironia del destino, tramite delle intercettazioni telefoniche, Blago venne deriso e sbeffeggiato da tutti i media per non essersi dimesso immediatamente. L'8 gennaio 2009 la Camera dei Deputati dell'Illinois votò per la sua rimozione dall'ufficio con uno schiacciante 114-1. Il Senato fece lo stesso con un unanime 59-0 e, in maniera separata e ancora una volta unanime, votò anche per impedirgli qualunque accesso futuro agli uffici pubblici. Eppure Blagojevich non aveva ancora affrontato nessun grado di giudizio. Per la legge era e rimaneva un uomo innocente...

In Italia non si ricordano molti casi per cui il parlamento abbia concesso alla legge e ai giudici l'autorizzazione necessaria per intercettare, perquisire o arrestare un deputato. L'autorizzazione potrebbe essere negata solo in presenza di una smaccata persecuzione politica, eppure è diventata da tempo il muro di gomma che sostituisce la compianta immunità parlamentare, abrogata dopo gli scandalosi fatti di tangentopoli.

Nonostante il caso Mills dubito che avremo modo di apprezzare dei media capaci di irridere e sbeffeggiare l'ipocrisia dei nostri governanti. Berlusconi rimarrà al potere nonostante le gravissime accuse a suo carico, offrendoci l'ennesima puntata del Paradosso Italiano. La storia di un paese democratico e occidentale dove la ridicola contraddizione che affligge le classi dirigenti porta i media, le camere e gli elettori a convincersi della colpevolezza di chi governa, e a reagire continuando a raccontare, legiferare e votare come se nulla fosse...

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permalink | inviato da beholder il 17/2/2009 alle 16:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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